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Covid-19: manifestazioni cutanee

A cura di Erika de Luca (Grosseto)

L’infezione da Sars-CoV-2, denominata COronaVIrusDIsease-19 (COVID-19) è provocata da un virus a RNA della famiglia dei Coronaviridae; è stato per la prima volta identificato in pazienti affetti da polmonite in Cina nel dicembre del 2019. Il virus si diffonde principalmente tramite droplets (goccioline respiratorie) e provoca tipicamente, ma non solo, affezioni respiratorie. I sintomi più frequenti includono febbre, raffreddore, mal di gola, astenia, mialgia, diarrea, congiuntivite, iposmia e ipogeusia.

Quanto sono frequenti le manifestazioni cutanee da Sars-Cov-2?
Quanto durano le manifestazioni cutanee da Sars-Cov-2?
Quando si verificano le manifestazioni cutanee da Sars-Cov-2?
Chi sviluppa di più segni cutanei da COVID-19?
Quali sono le più frequenti manifestazioni cutanee da Sars-Cov-2?
Alcune manifestazioni cutanee possono essere legate ai farmaci assunti invece che direttamente all’infezione?
Ci sono trattamenti specifici per le manifestazioni cutanee da Sars-Cov-2?

Quanto sono frequenti le manifestazioni cutanee da Sars-Cov-2?

Col dilagare dell’infezione in tutto il mondo le caratteristiche cliniche del COVID-19 si stanno sempre più definendo; di conseguenza, si conoscono sempre meglio anche le possibili manifestazioni cutanee associate a Sars-CoV-2. Queste ultime, raramente segnalate nei primi report asiatici (con una prevalenza stimata di solo lo 0.2%) stanno emergendo sempre di più, grazie alla maggiore inclusione dei dermatologi nella gestione dei pazienti affetti.
In Italia, ad oggi, si è dimostrato che segni cutanei possono manifestarsi in circa il 5-20% dei pazienti affetti da COVID-19.

Quanto durano le manifestazioni cutanee da Sars-Cov-2?

Le manifestazioni cutanee legate al COVID-19 spesso vengono misconosciute perché nella maggior parte dei casi sono di breve durata e perlopiù associate a sintomi scarsi o del tutto assenti.

Quando si verificano le manifestazioni cutanee da Sars-Cov-2?

Nella maggior parte dei casi le lesioni cutanee si manifestano in un secondo momento rispetto ai sintomi più tipici del COVID-19, con un periodo di latenza variabile; in alcuni casi l’insorgenza può essere concomitante, specie con la febbre. Più raramente, le lesioni cutanee insorgono durante la fase prodromica dell’infezione, precedendo di poco i sintomi classici del COVID-19.

Chi sviluppa di più segni cutanei da COVID-19?

Sebbene non ci sia uniformità dei dati riportati, nella maggior parte degli studi ad oggi pubblicati si evidenzia una leggera prevalenza del sesso maschile.
Quanto invece all’età media dei pazienti, questa risulta ancora più variabile a seconda dei segni valutati, considerando che alcune manifestazioni cutanee (come i geloni) sono quasi ad esclusivo appannaggio di bambini e adolescenti.

Quali sono le più frequenti manifestazioni cutanee da Sars-Cov-2?

Le manifestazioni cutanee da Sars-Cov-2 possono essere distinte in due grandi categorie: eruzioni infiammatorie/esantemi e lesioni vasculitiche.
Nel primo gruppo rientrano una grande varietà di eruzioni, come le morbilliformi, varicelliformi, maculopapulari confluenti, orticariodi, o comunque molto simili a quelle legate alle più comuni infezioni virali.
Questo tipo di reazioni cutanee sono quelle, ad oggi, più frequentemente riportate nei pazienti COVID-19. Spesso sono lesioni del tutto asintomatiche, o possono associarsi a prurito più o meno intenso. In generale, emergono nelle prime fasi dell’infezione, sono di breve durata e non lasciano esiti cicatriziali.
I pazienti che le sviluppano il più delle volte manifestano anche sintomi sistemici (febbre, mal di gola, cefalea, iposmia, ageusia, etc.).
Le lesioni vasculitiche invece includono porpora, petecchie, macule violacee, livedo, angiomi eruttivi e sono il risultato dell’occlusione dei piccoli vasi sanguigni, i cui meccanismi patogenetici sottostanti ancora non sono stati ben chiariti. Spesso, purtroppo, è stata documentata la presenza di un danno trombotico microvascolare anche a livello polmonare o in altri organi interni, aggravando significativamente la prognosi di tali pazienti.
Alcune manifestazioni cutanee di questa seconda categoria, come la livedo, sembrano insorgere principalmente nei pazienti più anziani e sono associate ad un più alto rischio di mortalità da COVID-19.
Altre, al contrario, come le lesioni a tipo geloni, sono più frequenti nei pazienti giovani (di età media di 14 anni), e si associano a una malattia molto meno severa, senza alterazioni degli esami di laboratorio. È stato proposto, infatti, che le lesioni a tipo geloni possano rappresentare manifestazioni tardive di COVID-19 con decorso meno aggressivo, in soggetti giovani e senza particolari comorbidità.

Alcune manifestazioni cutanee possono essere legate ai farmaci assunti invece che direttamente all’infezione?

Oltre alle manifestazioni cutanee causate dall’infezione da Sars-Cov-2 sono state descritte diversepossibili reazioni cutanee legate ai farmaci assunti per curare l’infezione stessa, per la maggior parte già noti. Tra questi, i più frequenti sono: rash morbilliforme da Azitromicina e Lopinavir/Ritonavir; perdita di capelli e prurito da Clorochina/Idrossiclorochina; ed infine, eruzione acneiforme, teleangectasie, petecchie, ecchimosi, strie e irsutismo, che si associano all’uso prolungato di steroidi.

Ci sono trattamenti specifici per le manifestazioni cutanee da Sars-Cov-2?

Essendo spesso asintomatiche e prevalentemente di breve durata, le manifestazioni cutanee legate all’infezione COVID-19 non richiedono terapie specifiche. In alcuni casi, può rendersi necessario il ricorso a trattamenti antistaminici (specie nel caso di reazioni orticarioidi e di prurito intenso) e steroidee topiche e sistemiche.

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